IL SINTOMO

Nella Napoli del post terremoto, il clan che controlla i Quartieri Spagnoli è decapitato da due strane stragi. La polizia brancola nel buio, e in Questura si scatena una lotta intestina dalla quale esce sconfitto Ruoppolo, vecchio poliziotto disilluso che continua le indagini in proprio. Ma indagano anche un ambizioso praticante notaio, Spoto, testimone casuale della strage, e il viceprefetto Dominici, inviato da Roma a vigilare sull’inchiesta. I tre investigatori seguono ognuno una pista, tra i salotti della Napoli bene, le confraternite religiose, il mondo dell’usura e della prostituzione. L’indagine va al cuore del mistero napoletano: nel groviglio in cui s’inceppa puntualmente il riscatto della città.

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LE REGOLE SONO CAMBIATE. L’AMORE AL TEMPO DI INTERNET

Sempre più incontri, con sempre più sconosciuti. Sempre connessi, ma spesso poco presenti. E’ questo l’amore? Cos’è l’amore? Nell’era del dating online, dei social network e degli smartphone non sempre ci ricordiamo di cosa sia l’amore.  Vorrei immaginare di scrivere una lettera al dio dell’amore Eros, affinché possa trovare un rimedio ad un caso d’amore che mi sta a cuore. Ma soprattutto desidero farlo leggere a tutti in maniera tale che sia da monito per tutti coloro che navigano in balie delle onde alla ricerca di un amore che non si trova mai.

Dio dell’Amore Eros, ti scrivo perché credo che ci sia bisogno del tuo aiuto. Ma non so da dove cominciare, sono presa dall’emozione, sono come un fiume in piena. Trasporto tante idee tutte insieme in maniera caotica, senza senso, senza ordine. Non riesco a trovare un filo del discorso, non riesco ad impostare una voce narrante per scrivere questa lettera, sento pronta ad esplodere la passione in un pianto a dirotto, e rischio di fare confusione, l’emozione non ha voce. Sono giovane, non ho molta esperienza per essere capace di agire da sola. Non ho le capacità e la forza per intervenire in una faccenda che mi sta tanto a cuore. Io sono affezionata ad una persona con la quale ho condiviso la mia infanzia e con la quale sono cresciuta. Ho dei bei ricordi di lui e del periodo in cui si giocava spensieratamente all’aria aperta. I suoi grandi occhi una volta erano limpidi e sereni e mi incutevano tranquillità, oggi purtroppo sono diventati tristi e sfuggenti. Siamo coscienti che il lavoro di suo padre ci separerà, infatti lui e la sua famiglia sono costretti a trasferirsi in un’altra città e questo mi spaventa moltissimo, perché non so come e quando ci rivedremo. Ci sentiamo soli ad affrontare questa dura realtà, il mondo sembra preso dalle sue frenesie e non ha tempo per soffermarsi dinanzi ai nostri piccoli problemi. Il lavoro di suo padre ci sta separando e a nessuno interessa se i nostri cuori si infrangono. Certe volte penso che il mondo si è dimenticato di cosa sia l’amore e di cosa esso sia capace di fare. Un altro Dio più famoso di te è morto per amore, si è immolato per il bene e per l’amore per il prossimo, oggi purtroppo regna l’egoismo e nessuno più ha rispetto dell’altro. Nessuno si ferma a chiederti il tuo parere, nessuno ti chiede come stai, o ti chiede di cosa hai bisogno; mi rendo conto che forse questo sarebbe troppo, ma a me basterebbe solo che il prossimo imparasse a non ferire troppo facilmente chi gli è accanto. Eros io ti prego di rendere meno doloroso questo distacco, capisco che non posso chiederti di non farlo partire, ma almeno fa in modo che io non lo perda per sempre.

Risposta: Dalle tue righe trapela una forte maturità, il fatto che non mi chiedi una cosa impossibile lo dimostra. Non posso evitare la partenza del tuo ragazzo con la sua famiglia perché gli uomini sono artefici del loro destino. Pertanto il vostro amore è nelle vostre mani, l’amore non ha distanze, non ha limiti o impedimenti, se è l’amore quello vero che vi lega niente potrà separarvi. Affrontare sacrifici vi farà apprezzare di più ciò che avete accanto e imparerete a crescere sostenendovi a vicenda. L’amore di coppia vi renderà una sola persona, e una persona non si può separare. Supererai con coraggio e fermezza questo ostacolo e vedrai che questo che ora ti sembra un terribile distacco sarà solo un brutto ricordo. Nulla può separare ciò che Dio ha unito, ne gli uomini, ne io. Non perdere l’occasione, acquista il libro ad un prezzo speciale

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101 Cose da fare a Napoli almeno una volta nella vita

Si arriva a Napoli con il pregiudizio che questa città sia tutta sole, pizza e mandolino. Premesso che la pizza è una delle cose migliori che esistano al mondo e che la musica napoletana resta uno dei patrimoni dell’umanità, possiamo serenamente affermare che Napoli oggi è molto altro. È l’arte contemporanea fruibile da tutti, è storia che trasuda dai palazzi, è Eleonora Pimentel De Fonseca e le altre donne della rivoluzione del ’99, è entrare in un vicolo e trovarsi davanti a un Caravaggio che ti sconvolge, è la nebbia sottile che fa sparire il Vesuvio, è trovarsi sotto il naso la mappa della città quando ti affacci da San Martino. Napoli è il sapore dei taralli che ti lascia la lingua in fiamme per tutto il pomeriggio, è il caffè intellettuale di via Bellini o quello caotico di via San Sebastiano, è passeggiare per via Tribunali con la musica del Conservatorio che riempie le stradine

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Maledizioni

Un vero e proprio “Indice dei libri proibiti” fu istituito nel XVI secolo e conteneva le opere vietate dalla Chiesa. Chi voleva leggere quei libri doveva chiedere il permesso all’autorità ecclesiastica, il quale raramente gli veniva concesso. È davvero assurdo rendersi conto che tale indice fu abolito in epoche relativamente recenti, infatti solo nel 1966 papa Paolo VI (tra poco beato), decise di eliminarlo. Attualmente un elenco di testi “consigliati” dal regime cattolico continua ad essere curato, ma non è più compilato dal Sant’ Uffizio, ma riappare attraverso le recensioni dell’ “Osservatore Romano” e del quotidiano “Avvenire”. Addirittura ogni mese sulla rivista “Studi Cattolici” compare una doppia classifica: la top ten dei romanzi e dei saggi più venduti in libreria e quella suggerita dalla redazione secondo criteri cattolici. Oggi con il progresso e l’evoluzione dell’umanità si crede di vivere una libertà di parola e di pensiero e ci si illude che non esista la censura. Ma in realtà basti pensare al mestiere di giornalista che , quotidianamente, deve fare attenzione a ciò che scrive per evitare di vedersi non pubblicato il proprio articolo. Riguardo al settore giornalistico, giustamente, bisogna rispettare le correnti politiche e di pensiero della testata giornalistica per la quale si sta scrivendo, ma quello che non ci si aspetta è un comportamento del genere nei confronti di indipendenti scrittori di libri. Magari i lettori immaginano che tutti gli autori di libri siano liberi di scrivere e pubblicare i propri pensieri senza pressioni o condizioni, ma, facendo una semplice ricerca su internet, c’è da rendersi conto che esistono realtà di censura anche nel settore editoria. Per esempio il libro “Maledizioni” di Antonio Armano mette in evidenza che anche nel periodo che va dal dopoguerra ad oggi, alcuni autori sono stati censurati e processati, tra cui Pasolini, Moravia, Busi. Antonio Armano ci conduce tra archivi, tribunali e testimonianze di imputati illustri per raccontare le censure e le molteplici accuse per oscenità o mancanza di rispetto nei confronti delle religioni e dell’esercito; molte di queste storie sono sconosciute alla stragrande maggioranza delle persone. A quanto pare i nostri bene amati libri possono essere davvero pericolosi, quindi non sono la solida e rassicurante fonte di Bene e di Bellezza raccontata dagli appelli alla lettura, ma nascondono insidie e possono minare la mente delle persone che rischiano di addottrinarsi ad una cultura sbagliata, o meglio divergente da quelle che sono i parametri di una lineare, coerente, istituzionale e soprattutto retrograda dottrina civica. Anche se non ci sono più le plateali fiamme dei roghi in pubblica piazza a bruciare le pagine dei liblibro recensioniri censurati, oggi esiste una censura più raffinata e silenziosa che fa più vittime di quelle possiamo aspettarci, lasciandoci ignorare quelle che sono le effimere volontà della politica, delle religioni o chi per esso muove le pedine di un gioco più grande di noi.

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Figli di un Bronx Minore

Figli di un Bronx Minore

Ventotto racconti duri. Duri perché reali: pagine di cronaca, persecuzione, denuncia, questione giovanile, droga, camorra e malavita varia. Peppe Lanzetta racconta storie e personaggi di un tessuto sociale e geografico che è la città di Napoli e la sua provincia, dove tutto può succedere o, forse, tutto è già accaduto. Una Napoli comica e tragica allo stesso tempo, oltre i luoghi comuni di sole, pizza e mandolino. Storie che nascono dal bisogno di comunicare la verità su una città dove le luci e le ombre si confondono, dove il bene e il male hanno confini labili. Un libro che ritorna in una nuova edizione, arricchita da due racconti inediti. Prefazione di Renzo Arbore.

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Autostima

Autostima

Settecentounomila280 è il numero di ore che passiamo con noi stessi, considerando una vita media di 80 anni. Accettazione e rifiuto, gioia e tristezza, impegno e ritiro, senso di crescita e ripiegamento, ricerca di equilibrio e molto altro è quanto possiamo concederci, con ampio margine di scelta eccetto… fuggire da se stessi. Come gestire le proprie emozioni al fine di costruire autostima? Cosa motiva alcuni a non credere in sé? Perché alcuni più di altri stanno bene con se stessi e pensano di valere? Come reagire agli insuccessi e alle sfide? Quali atteggiamenti adottare per mantenere e accrescere una visione positiva che porta a piacersi e a volersi bene?

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