La storia di Baraa Al Bayati, la coraggiosa libraia di Baghdad

Baraa Al Bayati ha avverato un sogno: aprire una libreria in una terra di conflitti e tensioni. La storia del suo contagioso entusiasmo

Abbiamo già raccontato la storia di Ruqaya Fawziya, donna giovane e coraggiosa, e della sua bancarella di libri a Baghdad. E abbiamo anche parlato del caffè letterario aperto nella capitale dell’Iraq da Yasser Adnan, figlio di un famoso libraio e bibliotecario ucciso nella sua libreria in un attentato nel 2007.

Ora è la volta di Baraa Al Bayati, ripresa anche dal Venerdì di Repubblica. Un’altra donna che ha avverato un sogno: aprire una libreria in una terra di conflitti e tensioni. La 28enne, laureata in ingegneria, ha lavorato anche come giornalista. La sua libreria si trova nella “via della cultura”, Mutanabbi Street, che prende il nome da un grande poeta del decimo secolo. Siamo nella città vecchia, dove si vive una fase di fermento culturale, non solo in ambito letterario, ma anche musicale e artistico. Tra le tante attività promosse da Baraa Al Bayati, c’è la consegna di libri a domicilio (anche in altre città irachene).  (da Redazione “Il Libraio”)

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Sconti sui libri: E/O, editore di Elena Ferrante, dice no alle richieste di Amazon

Sandro Ferri e Sandra Ozzola, fondatori di E/O, dicono no alle richieste di Amazon, e diffondono un duro comunicato nei confronti del più grande negozio online di libri.

In questi giorni si parla di Amazon per l’agitazione sindacale nelmagazzino di Piacenza a causa delle condizioni di lavoro che i sindacati definiscono “insostenibili”. Ma è polemica anche nel mondo dell’editoria. Sandro Ferri e Sandra Ozzola, fondatori di Edizioni E/O, la casa editrice di Elena Ferrante, dicono infatti no alle richieste del colosso di Seattle, e diffondono un duro comunicato nei confronti del più grande negozio online di libri (e non solo) nel mondo che, come sottolineano i due editori, “ovunque tende al monopolio e in alcuni paesi già controlla la maggior parte del mercato” (“ha creato occupazione, ma ha costretto alla chiusura tantissime librerie, con conseguente perdita di posti di lavoro”).

Come ricordano Ferri e Ozzola “molti consumatori accettano Amazon per i suoi prezzi (in genere più scontati quando le leggi nazionali lo consentono) e per l’efficienza. Abbiamo visto con quali conseguenze per le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti e per l’impoverimento del territorio, Amazon riesce a ottenere questa efficienza. I suoi prezzi spesso vantaggiosi sono il risultato di una politica che a volte è arrivata ai limiti del dumping (vendere a prezzo minore o pari a quello d’acquisto dai fornitori)…”.

E arriviamo alla contesa tra e/o e Amazon: “Noi siamo appena stati oggetto di tali richieste. Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro ‘quota’ del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice. Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l’acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino. (Attualmente sul loro sito i libri E/O cartacei sono in vendita solo attraverso soggetti terzi, quindi a condizioni più sfavorevoli per tempi di consegna e per costi di spedizione addebitati al cliente)”.

A questo punto – scrivono ancora i fondatori della casa editrice romana, “i consumatori potrebbero dire che si tratta di negoziazioni tra imprese e che a loro interessa solo avere un buon prezzo e un servizio efficiente. Il nostro punto di vista è che siamo in presenza di un’azienda che tende pericolosamente e con parziale successo ad avere una posizione dominante nel mercato del libro, sicuramente per quanto riguarda il settore dell’e-commerce. Quindi non un’azienda qualsiasi, ma QUELLA che potrebbe in futuro essere l’unica (o quasi) venditrice di libri. È evidente che il pericolo per la libertà di espressione è reale, costante e quotidiano. Inoltre le case editrici hanno bisogno di margini economici sufficienti per investire nella ricerca di nuovi autori e di nuove proposte. Se questi margini vengono troppo erosi, le case editrici rischiano di sparire (assieme alle librerie, agli autori e a tutto il mondo del libro)”.

Il comunicato si chiude con un appello: “Per questo abbiamo detto NO. Per questo chiediamo il vostro sostegno di lettori, di cittadini che non possono ridursi a essere solamente consumatori ma sono consapevoli di essere anche parte di un territorio (che non può essere desertificato), lavoratori e soggetti degni e liberi di una comunità plurale”. (da Redazione “Il Libraio”).

Jim Daly

Jim Daly è nativo dell’Oklahoma, ha studiato arte presso l’Art Center College of Design di Los Angeles. I suoi dipinti sono rappresentati nelle collezioni permanenti di musei e società storiche e in molte collezioni private e aziendali. Daly ha anche ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua opera, compresi i People Choice Award al Rendezvous occidentale dell’art. Il suo lavoro è stato anche selezionato dalla Fondazione Comunicazione Pubblica per la liberazione nazionale PBS della serie in sei puntate, “L’Occidente della fantasia.”

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Mezz’ora di lettura al giorno per allenare la mente? Ecco i “trucchi” per ritagliarsi del tempo per i libri

Secondo un recente studio, i giovani americani dedicano alla lettura, in media, quattro minuti al giorno. Un tempo scoraggiante e che fa riflettere. Simonetta Tassinari ci mostra tanti trucchi per ritagliare il giusto tempo per la lettura, anche se siamo pieni di cose da fare…

In uno stile di vita ‘sano’ – lo provano alcune recenti ricerche scientifiche – accanto alla cura per la dieta e all’esercizio fisico non può mancare l’attenzione per la mente, nel senso che bisognerebbe nutrirla altrettanto bene del proprio corpo, e tenerla in allenamento. Medici, psicologi e neurologi concordano sui benefici eccezionali della lettura per la comprensione di sé, un senso di soddisfazione personale perché ci si sente partecipi dell’andamento del resto del mondo, si potenziano la memoria e la capacità di riflessione, si riduce lo stress e si potenziano le capacità cognitive.

Tuttavia, la vera domanda è: quanto bisognerebbe leggere ogni giorno per ottenere simili risultati? Esiste una soglia sotto la quale il beneficio praticamente non c’è, e una al di sopra della quale il beneficio, invece, è massimo? Un articolo di Bustle riferisce alcuni dati sul tempo che gli americani dedicano alla lettura: poco, anzi pochissimo.

In particolare, i giovani fino ai 34 anni dedicherebbero alla lettura circa quattro minuti al giorno (quattro), gli adulti, dai 35 in su, circa un’ora, per una media complessiva di diciannove minuti. Ben al di sotto, secondo degli studi specifici, della soglia del ‘benessere’ mentale, che corrisponderebbe a circa trenta minuti. Potrebbe stupire che una semplice mezzora quotidiana sia considerata sufficiente per ottenere un grande giovamento, ma la ricerca (dell’università del Michigan, durata ben ventiquattro anni) specifica che la salutare mezzora non dev’essere episodica, né rappresentare l’abitudine di un periodo ristretto della propria vita. È il leggere almeno mezzora al giorno, e quasi ogni giorno, per almeno dodici anni, a fare la differenza; addirittura, conta moltissimo anche quel che si legge. Narrativa e poesia, assai più della saggistica, dei libri ‘tecnici’, dei giornali, delle riviste e dei blog, cooperano a una vita più ‘sana’ e anche più longeva, che si allungherebbe addirittura di un paio di anni, insomma.

Tuttavia, potrebbe comunque rappresentare un problema non indifferente ritagliarsi il tempo “materiale” per leggere; alcune professioni non consentono alle persone di rientrare a casa propria prima delle sette o le otto di sera, e concedono assai pochi momenti di pausa durante la giornata. In tal caso, che fare? Bisognerebbe organizzarsi per inserire la lettura nel nostro stile di vita esattamente come si fa con una cura o una prescrizione medica, cioè dovremmo attrezzarci. Se siamo convinti che la lettura possa darci sollievo e beneficio, dovremmo cercare di farla diventare un’abitudine permanente, una parte di noi, forzando la nostra volontà come spesso si fa quando si sente che una certa cosa “la si deve fare”. Se siamo allergici a un particolare tipo di cibo, stiamo attenti a non consumarlo; se dobbiamo assumere una certa pillola al mattino, puntiamo la sveglia, o usiamo un’App, per ricordarcene; facciamo i nostri esercizi fisici quotidiani seduti alla nostra scrivania in un ufficio; ugualmente, dovremmo prendere con serietà anche il nostro “impegno” con la lettura. La lettura “come cura” potrebbe sostituire la tv; si potrebbe perfino approfittare delle pause pubblicitarie dei nostri programmi preferiti, tenendo un libro a portata di mano sul bracciolo del divano. Si può leggere le classiche pagine rilassanti a letto, prima di dormire, oppure lasciare un libro dove sostiamo (anche in bagno, perché no?). Possiamo portarcelo dietro se usiamo mezzi pubblici per andare al lavoro (pocket, minipocket o ebook scaricato sullo smartphone), tirarlo fuori dalla borsa mentre siamo in coda, oppure in attesa in uno studio medico o a uno sportello. Potremmo leggere un libro assieme a nostro partner; tenerne uno nascosto nel cassetto dell’ufficio (chi non lo ha mai fatto quando andavamo a scuola, con una bella storia sotto il banco per difenderci da un eccesso di declinazioni o di formule?). Se la motivazione non è ancora abbastanza forte da renderci creativi nella ricerca degli espedienti per sfruttare gli intervalli, dovremmo cercare di solleticare il nostro palato – così come fa chi soffre di mancanza di appetito – scegliendo romanzi appassionanti, ricchi di intreccio, e non testi ‘esistenzialisti’, scabri e nervosi, dove le pagine più o meno si equivalgono.

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Libri gratis a Spaccanapoli per Natale 2017: 500 in regalo a cittadini e turisti per stimolare alla lettura

Grazie ad un’iniziativa di Mondolibri saranno donati 500 libri gratis a Spaccanapoli a cittadini e turisti per Natale 2017!

Il 14 dicembre 2017 si svolgerà l’iniziativa A Natale regala un libro promossa da Mondolibri srl che donerà circa 500 libri ai napoletani e ai turisti che passeggeranno in quella zona.

I libri saranno distribuiti dai volontari di Livecode (media partner dell’iniziativa) e Se.Po.Fa (agenzia di promozione culturale e editoriale) lungo le vie principali della zona Spaccanapoli.

Prima della “donazione”, nella location del Museum Shop & Bar (Largo Corpo di Napoli) durante una breve conferenza stampa verrà illustrato lo scopo dell’iniziativa: stimolare i cittadini al piacere della lettura e evidenziare l’importanza del leggere.

Inoltre, verrà presentata in anteprima la piattaforma web (a cui seguirà lo sviluppo di un’app per smartphone) LibriMarket.it, un sistema di match tra domanda e offerta, con cui il lettore registrato al portale potrà trovare facilmente intorno a lui quale libreria ha a disposizione il libro che cerca. In tal modo non dovrà aspettare le attese dell’acquisto web con annessa spedizione o recarsi in un lontano maxistore. (da redazione napolike.it)

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Chi frequenta le biblioteche italiane, e perché? Gli ultimi dati

Stando all’ultima ricerca Istat, i frequentatori di biblioteche in tutte le fasce d’età sono aumentati rispetto al 2006, con una crescita particolare tra i 20 e i 24 anni. Nel Nord-Est la frequenza più alta… Sono oltre 8 milioni gli italiani che frequentano le biblioteche in Italia, il 15,1% delle persone con più di 6 anni. È quanto emerge dall’ultima indagine ISTAT presentata a Più libri più liberi. La ricerca evidenza come i frequentatori di biblioteche in tutte le fasce d’età siano aumentati rispetto al 2006, con una crescita particolare tra i 20 e i 24 anni. Negli ultimi dieci anni, dunque, le biblioteche hanno conquistato attenzione senza diventare prevalenti. Il 17,2% delle donne le frequentano, soprattutto nel tempo libero(il 40,1%). Oltre alle attività tradizionali, come prendere in prestito un libro (60,1%), leggere e studiare (39,8%) o raccogliere informazioni (27,8%), c’è anche chi sceglie la biblioteca per incontrare gli amici (8,5%). Chi va in biblioteca? Soprattutto i più giovani: tra i 6-24 anni ci sono i maggiori frequentatori, con un picco tra gli 11-14 anni che si attesa sul 41,5% di frequentatori nel 2015 (erano il 38,4% nel 2006). A partire dai 25 anni in poi l’utilizzo delle biblioteche diminuisce fino a toccare i livelli più bassi.

Le donne preferiscono frequentare le biblioteche: sono il 17,2% rispetto al 12,9% dei maschi. Le differenze di genere diventano minime tra i bambini tra i 6 e i 10 anni e oltre i 65 anni. La provenienza geografica. Nel Nord-Est la frequenza delle biblioteche è più alta (il 22,1%), seguita dal Nord-ovest con il 20% mentre il Centro si attesta al 13,3%. Inferiori il Sud con il 7,6% delle frequenze e le Isole con il 10,4%. In particolare il risultato delle Isole è dato da due situazioni diverse: in Sicilia la quota è dell’8%, mentre in Sardegna è più del doppio, ovvero il 18,1%. Dove si trovano? A Bolzano il 35% dei cittadini frequenta le biblioteche che sono anche molto diffuse: 43,5 ogni 100.000 abitanti. Al contrario in Campania dove c’è una più bassa percentuale di frequentatori (ovvero il 6,6%) ci sono meno biblioteche (sono 16,6 ogni 100.000 abitanti). Perché si va in biblioteca? Il 42% le frequenta per motivi di studio e/o lavoro e il 39,2% nel tempo libero. Gli uomini preferiscono le frequentare per motivi di studio o lavoro (45,4% rispetto al 39,6% delle femmine) mentre le donne scelgono le biblioteche per motivi legati al tempo libero (40,1% rispetto al 37,8% dei maschi). Anche i bambini tra i 6-10 anni scelgono la biblioteca per il tempo libero. Con il crescere dell’età, dagli 11 anni in poi, aumenta l’utilizzo per motivi di studio e lavoro. Dai 25 anni in poi, al contrario, è prevalente l’utilizzo per il tempo libero.

La biblioteca è scelta dal 60,1% delle persone per prendere in prestito i libri, che diventa il 67,4% delle persone nel Nord Italia. Il 38,9% la sceglie per leggere e studiare, nel Sud Italia diventa una persona su due (ovvero il 49,6%). Il 27,8% la sceglie per raccogliere informazioni. Sono inferiori le scelte per consultare quotidiani e riviste (9,8%), prendere in prestito materiale audiovisivo (9,3%) e consultare i cataloghi (9,2%), mentre per l’8,5% delle persone è una meta per incontrare gli amici. In particolare sono il 15,7% dei ragazzi tra i 15 e 19 anni a frequentare la biblioteca per questo motivo. I giovani tra i 20 e i 24 anni, invece, la utilizzano per leggere e studiare (75,9%) o per raccogliere informazioni (40,4%). Quanto sono frequentate? La maggior parte delle persone (ovvero il 55,9%) si recano in biblioteca 1-5 volte all’anno mentre uno su tre (il 32,3%) ci è andato 10 o più volte.
Le donne sono più assidue. In particolare nella fascia di età tra i 20-24 anni una donna su due (ovvero il 54,4%) è andata in biblioteca 10 o più volte. Anche le età influenzano le visite in biblioteca. Un giovane su due tra i 20 e i 24 anni (ovvero il 52,3%) è andato in biblioteca 10 o più volte, mentre tra i 6-10 anni la quota è più che dimezzata (ovvero il 19,1%). Gli utenti più assidui (10 o più frequentazioni) sono il 36,6% nel Nord-est con un picco del 44,2% in Trentino Alto Adige. Le percentuali crollano al 26,1% nel Sud, mentre in Sicilia e Puglia si scende sotto il 23%. “I dati che danno in crescita la partecipazione, soprattutto dei più giovani, – ha detto Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori – sono incoraggianti. Resta comunque la necessità di aiutare le biblioteche con le giuste risorse finanziarie per sostenere e incentivare la lettura. Scuole e biblioteche sono fondamentali per far ripartire la lettura”. “Le biblioteche sono luoghi della comunità e strumenti di crescita culturale e partecipazione – ha commentato Rosa Maiello, presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche – a condizione che siano aperte, dispongano di risorse e professionalità adeguate e rispondano ai bisogni dal pubblico. In Italia manca una legge nazionale sulle biblioteche che possa essere il riferimento per una politica coordinata di investimenti strutturali”. (da Redazione “Il Libraio”).

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