Le frasi che ogni lettore pronuncia almeno una volta nella vita

I lettori sono molto comunicativi, anche quando si tratta di parlare di libri: ecco una selezione ironica delle frasi che tutti avete pronunciato almeno una volta…

I lettori non sono introversi come qualcuno pensa. Al contrario, sono molto comunicativi, anche quando si tratta di parlare di libri. Ecco un’ironica serie di frasi che ogni lettore ha pronunciato almeno una volta nella vita, raccolte da Bustle. “Devi leggere questo libro!” è la frase cult, che ogni amico di un lettore si è sentito rivolgere almeno una volta. Alcuni libri donano un mix di soddisfazione, sorpresa, meraviglia, che è davvero impossibile non consigliarli a tutti. “Hai letto questo libro?”, ecco un’altra frase tipica, ma molto rischiosa: rispondere sì (magari mentendo) implica una discussione sulla trama, i personaggi e lo stile dell’opera. Il no, invece, è preambolo a un’offerta “che non si può rifiutare”:ricevere il libro in prestito. “L’hai finito?” è la domanda tipica che il lettore rivolge a chi ha ricevuto in prestito un suo libro e ha due significati. Da un lato sottintende l’aspettativa di poter discutere del libro, dall’altro implica una certa smania di riavere il volume. “Ci vediamo da…(seguito dal nome di una libreria)”, questa è la frase che un lettore accanito usa per chiedere di uscire agli amici. Molto subdola: sembra un invito, in realtà è una scusa per guardare, acquistare, leggiucchiare, ma anche solo stare in mezzo ad altri libri.  “Sono stanco, non esco stasera”, se detta da una persona che non legge può assumere tanti significati, se esce dalla bocca di un lettore ne ha solo uno: “voglio starmene in pace a leggere”. “Il film non era male, ma il libro…” gli amici di un lettore si sentono ripetere questa frase ogni volta che escono un film o una serie tv tratti da un libro. Da Harry Potteral Trono di spade, passando per Il Grande Gatsby, nessuno si salva: il libro è sempre meglio. “Niente spoiler!” è il grido straziante che emette ogni lettore quando viene nominato anche solo il titolo di un libro che lui non ha ancora letto.lettori.jpg

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Mara, libraia per bambini, sceglie uno a uno i testi: “Il mio? Il lavoro più bello del mondo”

La storia di Mara Tasca, che in Brianza (a Cesano Maderno) ha da poco aperto Grifondoro, una libreria per bambini e ragazzi speciale: dove, dai pomeriggi dedicati al cake design ai concerti, ogni libro diventa realtà, grazie all’abbinamento tra letture ad alta voce e attività ludiche…

Benvenuti tra i Grifondoro. Potreste pensare di essere incappati tra le pagine della saga nata dalla penna di J. K. Rowling, invece vi trovate nel cuore della Brianza, a Cesano Maderno. Dove? Proprio davanti all’ingresso di una libreria. Inaugurata a febbraio 2016 da Mara Tasca (nella foto), laureata in Lettere e convintissima di “svolgere il lavoro più bello del mondo”, questa piccola libreria è dedicata soprattutto alla letteratura per bambini e ragazzi, da 0 a 15 anni, ma non mancano buone letture riservate a “mamme e papà”.   La storia è curiosa, il mix vincente, il motto della libraia una garanzia: “Un bambino che legge sarà un adulto che pensa”. Entusiasmo, passione e intraprendenza hanno portato Mara a lasciare una grande città come Roma per addentrarsi in una realtà più a misura d’uomo come Cesano Maderno; nella Capitale lascia anche il suo primo amore, la libreria Cinquestorie fondata con una socia, che tuttora la gestisce in autonomia. L’amore per la lettura, però, è duro a morire, è un seme che richiede cura e fa germogliare la fantasia… e Mara ha voluto piantarlo anche nella sua nuova dimora. Le è bastato vedere un locale sfitto proprio vicino a casa per rimettere in moto tutto: in un pomeriggio, con una stretta di mano, ha dato inizio ai lavori per dare alla luce Grifondoro, che oggi trovate in via Dante 14.  Questa è la dimora di libri, ma soprattutto un mondo dinamico da esplorare e vivere;all’interno, infatti, trova spazio una grande sala dove vengono organizzati eventi, feste e laboratori creativi, oltre ad angoli dedicati a giocattoli ecologici. Dai pomeriggi dedicati al cake design a concerti, ogni romanzo diventa realtà, grazie all’abbinamento tra letture ad alta voce e attività ludiche. Una chicca? Mara seleziona personalmente ogni testo prima di proporlo ai suoi piccoli grandi lettori… è sicura al 90% di poter indovinare il romanzo preferito di ognuno di loro. (Da Redazione “Il Libraio”).

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“Letti di notte”: arriva il tour in bus tra le librerie

Il 18 giugno, per festeggiare “Letti di Notte”, la festa che si svolge ogni anno in molte librerie italiane, tre di esse – Giufà , Altroquando e Pallotta, tutte di Roma – hanno deciso di progettare un tour in autobus vintage tra città immaginarie e non…

Visto che quest’anno durante Letti di Notte ogni libreria è chiamata a diventare una città, con l’Italian bus challenge, sarà possibile visitarne tre diverse, senza spostarsi da Roma. Il tour inizia alle 16 presso la libreria Giufà, dove Claudio Morici e Giuseppe Rizzo saranno protagonisti di un reading sulla città di Palermo. Poi, con il bus si arriva alle 19 da Altroquando, che si trasforma in Utopia, paese da costruire con le letture dei presenti. Infatti, chiunque può partecipare al reading con un passaggio tratto da un libro. Infine, alle 24, si torna a Roma presso Libri e Bar Pallotta, per ballare e festeggiare la notte dedicata ai libri e alle librerie. Sul bus c’è posto per 70 passeggeri che con 25 euro possono acquistare il biglietto per partecipare al tour. Oltre al viaggio, su un bus cabriolet, è incluso un bauletto di libri, drink e snack nelle librerie e soprattutto l’intrattenimento, curato da artisti, musicisti e scrittori.  (da Redazione “Il Libraio”).italian-bus.jpg

Breve Storia Indiana

Una volta un uomo molto potente e dalla grande forza fisica ma dal carattere indeciso s’innamorò di una splendida ragazza. La ragazza era non solo bella d’aspetto, ma anche di carattere virtuoso e come tale non gradì i suoi approcci. L’uomo, però, era insistente a causa dei suoi desideri lussuriosi e la ragazza allora gli chiese di aspettare solo sette giorni, e stabilì un’ora precisa dopo la quale lui avrebbe potuto incontrarla. L’uomo acconsentì e con grandi aspettative iniziò ad attendere l’appuntamento. La virtuosa ragazza, però, per dimostrare la vera bellezza della verità assoluta, adottò un metodo molto istruttivo. Prese forti dosi di lassativi e purganti e per sette giorni continuò a defecare e a vomitare tutto ciò che mangiava. In aggiunta depositò le feci e ciò che aveva vomitato in recipienti adatti allo scopo. A causa dei purganti ingeriti, la cosiddetta bella ragazza diventò scarna e scheletrica, il suo incarnato diventò nerastro e i suoi begli occhi si infossarono. Quindi, all’ora stabilita, si mise ad attendere ansiosamente l’avido uomo.
L’uomo si presentò sulla scena ben vestito e di bella presenza e chiese alla brutta ragazza che trovò ad attenderlo notizie della splendida ragazza con cui aveva appuntamento. L’uomo non riconobbe la ragazza con cui aveva appuntamento. L’uomo non riconobbe la ragazza come la stessa di cui stava chiedendo notizie: in effetti nonostante lei gli avesse ripetutamente detto chi fosse, vedendola in quello stato pietoso, non fu in grado di riconoscerla.
Alla fine la ragazza disse all’aitante uomo che aveva separato gli ingredienti della sua bellezza e che li aveva depositati in alcuni recipienti. Gli disse anche che avrebbe potuto godere di quei succhi di bellezza. Quando il materialista chiese di vederli, lo condusse ai recipienti pieni di feci e di vomito che emanavano un odore intollerabile. Gli fu quindi chiara tutta la storia della bellezza liquida. Infine, per la misericordia della ragazza virtuosa, quest’uomo dal carattere debole fu in grado di distinguere tra l’ombra e la sostanza e tornò subito in sè.
La posizione di quest’uomo è simile alla posizione di tutti coloro che sono attratti dalla bellezza materiale e ingannevole. La ragazza di questa storia aveva uno stupendo corpo materiale in accordo con i desideri della sua mente, ma a tutti gli effetti era al di là del corpo temporaneo materiale e della mente. Era infatti una scintilla spirituale così come lo era il suo innamorato che era stato attratto dalla sua carnagione.

TRATTI DA: “FIRMINIO” DI SAM SAVAGE

[…] Pensate: la storia del mondo in quattro parti, frammenti di filosofia, psicoanalisi, linguistica, astronomia, astrologia, centinaia di fiumi, canzoni popolari, la Bibbia, il Corano, la Bhagavad-Gita, il Libro dei Morti, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione Russa, centinaia di insetti, segnali stradali, annunci pubblicitari, Kant, Hegel, Swedenborg, fumetti, filastrocche, Londra e Tessalonica, Sodoma e Gomorra, la storia della letteratura, la storia dell’Irlanda, accuse di crimini incidibili, confessioni, dinieghi, migliaia di giochi di parole, decine di lingue, ricette, barzellette, malattie, nascite, esecuzioni. […] Oh, che libri ho scoperto in quei giorni! Declamare semplicemente i titoli fa venire le lacrime agli occhi; Oliver Twist, Le avventure di Huckleberry Finn, il grande Gatsby, Anime morte, Middlemarch, Alice nel Paese delle Meraviglie, Padri e figli, Furore, Così muore la carne, Una tragedia americana, Peter Pan, Il rosso e il nero; L’amante di Lady Chatterley.  All’inizio mi avventavo senza andare troppo per il sottile, in modo indifferenziato, abbandonandomi a un’orgia insaziabile – un boccone di Faulkner era come un boccone di Flaubert, per quel che mi riguardava. Ma presto cominciai a notare delle sottili differenze. Notai, anche, che ciascun gusto – e, con il passare del tempo e l’acuirsi dei sensi, il sapore di ciascuna pagina, frase e infine parola – portava con sé e suscitava nella mente un insieme di immagini e rappresentazioni di cose di cui non sapevo nulla a causa della mia limitata esperienza del mondo cosiddetto “reale”: grattacieli, porti, cavalli, cannibali, un albero in fiore, un letto disfatto, una donna annegata, un ragazzo volante, una testa mozzata, braccianti che alzano lo sguardo al verso di un idiota che urla, il fischio di un treno, un fiume, una zattera, il sole che filtra obliquo in un bosco di betulle, una mano che accarezza una coscia nuda, una capanna nella giungla, un monaco che muore. […] Il destino cominciai a cercarlo nei libri, viaggiando nello spazio e nel tempo. Andavo a trovare Daniel Defoe a Londra per una visita guidata della peste. Sentivo il monatto scampanellare, urlando: “portate fuori i morti”, e il puzzo di fumo dei cadaveri bruciati. Ce l’ho ancora nelle narici. Per tutta Londra la gente moriva come ratti. Dopo un paio d’ore, provavo il bisogno di cambiare scena. Così, me ne andavo in Cina, dove mi arrampicavo lungo un sentiero angusto e ripido – tra bambù e cipressi – per starmene un po’ seduto all’ingresso di un piccolo rifugio di montagna, all’aperto, con il vecchio Tu Fu. Contemplando in silenzio la foschia  che si levava bianca, in spire, dalla valle, ascoltando il vento soffiare attraverso le tende di canna e le campane di qualche tempio risuonare flebili in lontananza, ognuno di noi era “solo, insieme a migliaia e migliaia di cose”. Quindi, tornavo di gran carriera in Inghilterra, scavalcando oceani, continenti, secoli, come se nulla fosse, e vicino a una strada carreggiabile, accendevo un piccolo fuoco dove la povera Tess, con il suo triste destino, intenta a dissotterrare rape in un campo sferzato da un vento gelido, potesse scaldarsi le mani screpolate. Avevo già letto la su storia due volte, dall’inizio alla fine , conoscevo il suo Destino, e giravo la faccia dall’altra parte per nascondere le lacrime. Poi m’imbarcavo con Marlowe su un piroscafo malridotto e risalivo un fiume africano in cerca di un uomo chiamato Kurtz. Lo trovavamo, certo. Ma sarebbe stato meglio che non l’avessimo trovato! Facevo conoscere persone tra loro. Misi Baudelaire nella zattera con Huck e Jim. Gli fece un gran bene. E talvolta rendevo felici persone tristi. Permisi a Keats, prima che morisse, di sposare Fanny. Non potei salvarlo, ma dovevate vederli la prima notte di nozze in quella pensione a Roma. Per loro era un palazzo da favola. Lasciavo che i libri facessero il loro ingresso nei miei sogni e, qualche volta, sognavo di calarmi a mia volta in essi. Strinsi la vita sottile di Natasa Rostova, sentii la sua mano posarsi sulla mia spalla, e insieme danzammo, librandoci come trascinati dall’incalzare del valzer, attraversando il parquet lucente della sala di ballo e uscendo nel giardino punteggiato di lampioncini di carta sospesi, mentre i luogotenenti della Guardia imperiale, aitanti nelle loro impeccabili divise, arricciavano i baffi nervosi.  […]. Inoltre, non si deve necessariamente credere nelle storie per amarle. Io amo ogni genere di storia. Amo il suo modo di procedere: inizio, sviluppo, fine. Amo il lento accumularsi di senso, i paesaggi ancora indistinti e vaghi dell’immaginazione, i percorsi tortuosi e intricati, le pendici boscose, gli specchi d’acqua e i loro riflessi, le svolte tragiche e i comici incidenti di percorso.

Una petizione per salvare l’unica libreria di Taormina.

Antonella Ferrara, che ha aperto con Santinella Bucolo la libreria e l’ha gestita per anni, vuole preservare in ogni modo quello che è un punto di grande interesse culturale per Taormina, città frequentata e amata dagli scrittori. Così lancia una petizione online.

A Taormina la storica libreria della città rischia di chiudere. “Il contratto di locazione è scaduto, e l’aumento richiesto dai proprietari non è sostenibile”, come ha ricordato Aldo Cazzullo, che ha dedicato un articolo sul Corriere della Sera allalibreria Mondadori di Taormina, sottolineando che, “quando una libreria rischia di chiudere, è sempre una perdita per tutti”. La proprietaria di Bucolo ha così lanciato una petizione su Change.org, piattaforma online dedicata alla raccolta di firme, con la speranza di salvare questo luogo di cultura. Antonella Ferrara, che ha aperto con Santinella Bucolo la libreria (Mondadori) e l’ha gestita per anni, vuole preservare in ogni modo quello che è un punto di grande interesse culturale per una città frequentata e amata dagli scrittoriAntonella Ferrara, che ha aperto con Santinella Bucolo la libreria (Mondadori) e l’ha gestita per anni, vuole preservare in ogni modo quello che è un punto di grande interesse culturale per una città frequentata e amata dagli scrittori. “Truman Capote, Roger Peyrefitte, Andrè Gide, Goethe, Tennessee Williams, e tutti gli altri, quello stesso luogo l’hanno amato, fino a farsene ambasciatori e renderlo eterno”, ha scritto infatti nella petizione. Un passato di cultura, che però rischia di scomparire con la chiusura dell’unica libreria della città e della zona. A rilanciare la petizione, anche festival TaoBuk (organizzato dalla stessa Ferrara), festival internationale del libro di Taormina, che torna dal 10 al 16 settembre. “Truman Capote, Roger Peyrefitte, Andrè Gide, Goethe, Tennessee Williams, e tutti gli altri, quello stesso luogo l’hanno amato, fino a farsene ambasciatori e renderlo eterno”, ha scritto infatti nella petizione. Un passato di cultura, che però rischia di scomparire con la chiusura dell’unica libreria della città e della zona. A rilanciare la petizione, anche festival TaoBuk (organizzato dalla stessa Ferrara),festival internationale del libro di Taormina, che torna dal 10 al 16 settembre. (da Redazione “Il Libraio”).

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Se i bambini prendono la lettura come un gioco apprendono di più: la ricerca.

Uno studio francese ha voluto mettere a confronto ragazzini e ragazzine sul tema della lettura. Ricerche precedenti avevano dimostrato che le femmine leggono più spesso dei loro coetanei, e che i ragazzini ricevono mediamente voti più bassi nelle prove di lettura… Il contrasto tra maschi e femmine, uomini e donne, è una questione spinosa: essere più bravi in matematica, sapersi orientare con facilità, avere doti empatiche, sono davvero caratteristiche che dipendono dal genere? Studi e ricerche hanno tentato di rispondere a questa – e a tante altre domande – senza dare però risposte certe. Sembra che gli uomini abbiano un buon senso dell’orientamento e se la cavino meglio con le attività pratiche, forse in nome di un antica regola che li voleva cacciatori, mentre le donne, relegate per secoli al ruolo di madre e nutrice, hanno una maggiore dimestichezza con quel che riguarda le emozioni e i sentimenti. Sembra anche che le ragazze siano più brave a scuola. Tutte teorie non del tutto dimostrate che spesso, sfortunatamente, si fanno rivelatrici di pregiudizi antichiUno studio francese svolto recentemente dal Journal of Experimental Social Psychology e riportato dal Wall Street Journal ha voluto mettere a confronto ragazzini e ragazzine sul tema della lettura. Studi precedenti avevano già dimostrato che le femmine leggono più spesso dei loro coetanei di sesso maschile, e che i ragazzini ricevono mediamente voti più bassi delle compagne di classe nelle prove di lettura. Lo studio, svolto su 80 bambini di 9 anni, provenienti da tre scuole diverse, ha dato un risultato inaspettato. A tutti i ragazzini è stato assegnato un test di lettura: in una lista di quasi 500 parole, gli studenti dovevano sottolineare il maggior numero di nomi di animale in soli tre minuti di tempo. A un gruppo di alunni, però, è stato detto che si trattava di un compito in classe che sarebbe stato valutato; a un secondo gruppo, invece, che si trattava di un gioco tratto da una rivista di enigmistica. Nel gruppo che credeva fosse un test da valutare, le ragazzine in media hanno raggiunto dei risultati migliori (43.3 risposte corrette rispetto alle 33.3 dei maschi). Nel secondo gruppo, invece, i ragazzini hanno superato di parecchio le coetanee: 44.7 risposte corrette in media da parte dei bambini, 38.3 dalle bambine. Il test ha dimostrato che i più piccoli, sia maschi che femmine, danno risultati migliori nella lettura se la affrontano come un gioco, ma che i ragazzini, in particolare, sono favoriti da questo approccio. (da Redazione da “Il Libraio”).

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