dalla retrocopertina di “Come viaggiare con un salmone” di Umberto Eco.

[…] Un libro che ci guida nella selva delle nostre giornate, nella consapevolezza che la vita scorre per lo più tra piccole cose, incontri fortuiti, piccoli problemi, e non tra dilemmi amletici e interrogativi sull’essere, che occupano solo una piccolissima porzione del nostro tempo, pur essendo l’unica cosa che conta.

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Quanto è utile partecipare a un gruppo di lettura?

Anche in Italia si diffondono i gruppi di lettura: nelle librerie, nelle biblioteche, e non mancano i bookclub online. Ecco alcuni motivi per cui è utile e stimolante entrare a far parte di questi “club”.

Cos’è un gruppo di lettura? Un insieme di persone che decide di leggere un libro o privatamente o in comune, per poi discuterne e confrontarsi sui temi trattati dall’autore, spesso all’interno di una libreria o di una biblioteca.
Una sorta di “cineforum letterario”: amici che frequentano una stessa biblioteca, frequentatori di caffè letterari, fan di uno scrittore che si incontrano online, concordano un libro da leggere e dopo averlo letto nel corso di alcuni incontri, o aver stabilito un lasso di tempo in cui leggerlo, danno vita a dibattiti letterari virtuali o di persona. Quanto è utile partecipare a un gruppo di lettura? Cercheremo di farvi capire perché è importante partecipare a un gruppo di lettura in 3 semplici punti, cercando di convincere (senza la pretesa di riuscirci) anche chi pensa che la lettura sia un’attività solitaria e intima.

1) Stimola la lettura (anche di storie che all’apparenza non interessano)

Quando si entra a far parte di un gruppo di lettura si decide di rispettare le regole vigenti, qualsiasi esse siano: se il libro da leggere viene proposto a turno da ciascuno dei partecipanti, e uno degli autori proposti non è tra i propri beniamini, si deve leggerlo lo stesso.  Questo modus operandi stimola la lettura anche di storie che all’apparenza non interessano: il fattore positivo è rappresentato dal fatto che ci si può appassionare a un autore che inizialmente non attrae, oppure lo si puòcriticare consapevolmente nel dibattito una volta terminato di leggere il libro. Inoltre, si ha la possibilità di fare nuove scoperte letterarie.

2) Favorisce la socializzazione

Il gruppo di lettura è un buon modo per socializzare e rompere la timidezza: se si partecipa a un gruppo di lettura ci si vuole mettere in gioco, si vuole esprimere il proprio parere su un autore e ribattere alle opinioni degli altri dopo averle ascoltate. La lettura, in questo caso, aiuta a socializzare e a rafforzare il proprio carattere nelle relazioni interpersonali. Fare parte di un gruppo di lettura è come essere parte di una famiglia letteraria che si è scelta, ci si sente legati, amici e nascono sentimenti profondi.

3) Permette di leggere un libro con gli occhi degli altri

Quando ci si confronta dopo aver letto un libro, si hanno opinioni diverse, a volte anche divergenti: partecipare a un gruppo di lettura permette di leggere un libro con gli occhi degli altri perché i componenti del gruppo possono sottolineare cose che uno non ha notato, dare interpretazioni diverse di simbologie o comportamenti dei personaggi, o anche avere opinioni o pareri non affini ai propri.

Partecipare a un gruppo di lettura può sicuramente essere un’esperienza edificante, l’importante è mettersi nell’ottica di comunità, rispettare le regole, e ascoltare i pareri di tutti, replicando civilmente e all’insegna di un rapporto letterario e umano costruttivo. (da Redazione “Il Libraio”).

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Un bambino inventa una nuova parola: “petaloso”. L’Accademia della Crusca gli dà ragione.

In queste ore sui social si parla di una nuova parola, “petaloso”, inventata da un bambino di 8 anni. La storia (e la risposta della Crusca).

“Caro Matteo, la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole nello stesso modo. La tua parola è bella e chiara, ma come fa una nuova parola a entrare nel vocabolario? Una parola entra nel vocabolario se tante persone la usano e la capiscono e tante persone cominceranno a dire e scrivere ‘Com’è petaloso questo fiore!’ o come suggerisci tu ‘Le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi’. Non sono gli studiosi a decidere quali parole nuove sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti) allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario”. Fa il giro del web la storia di Matteo, un bambino di 8 anni, che ha inventato una nuova parola, “petaloso”, come conferma la risposta dell’Accademia della Crusca appena riportata. A diffondere la storia e la risposta della Crusca è stata la sua maestra, su Facebook. In breve, l’hashtag #petaloso spopola anche su Twitter. (da Redazione “Il Libraio”).

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Come diventare “donatori di voce”, per aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura

Il Centro Internazionale del Libro Parlato è nato per aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio, e può contare su decine di volontari in tutta Italia – Scopri i particolari e come diventare un “donatore”, che dedica alcune ore della settimana per la registrazione di opere filosofiche, scientifiche, letterarie…

Come si spiega nel sito del progetto, Libroparlato.org, “i donatori di voce sono circa 300 volontari, sparsi su tutto il territorio nazionale, suddivisi secondo le loro competenze professionali, che dedicano costantemente alcune ore della settimana per la registrazione di opere specificatamente richieste, spazianti in ogni campo culturale (dalla filosofia alla scienza, dall’elettronica alla letteratura)”. L’idea è promossa dal Centro Internazionale del Libro Parlato, che nasce a Feltre nel 1983, “con lo scopo di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura e allo studio. Rendere meno pesanti le giornate buie con l’ascolto di un buon libro e realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista, è lo scopo principale del nostro operato. Le numerose richieste pervengono da tutto il territorio nazionale ma il servizio è esteso anche all’estero”. Al Centro si rivolgono “non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; così pure vari enti, come scuole di ogni ordine e grado, biblioteche, case di riposo, A.S.L., amministrazioni comunali, istituti specializzati all’assistenza dei disabili”.

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Siete interessati a diventare volontari del progetto? “Tutti coloro che possono dedicare gratuitamente e costantemente alcune ore libere alla settimana per questa attività, nel rispetto dei tempi assegnati dal Centro”, possono diventare “donatori”. Ci sono dei prerequisiti, ovviamente: “È necessario possedere una lettura chiara, espressiva, non monotona, non declamatoria; possedere la capacità di modulare la voce cambiando il tono quando necessita: il rispetto della punteggiatura assume un ruolo importantissimo nella gradevolezza di ascolto…”. E sul sito sono specificati anche altri prerequisiti “tecnici” e si spiega, concretamente, cosa fare. (da Redazione “Il Libraio”).

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tratto da: SE QUESTO E’ UN UOMO

[…] Perché i russi verranno. Il suolo trema notte e giorno sotto i nostri piedi; nel vuoto silenzio della Buna il fragore sommesso e sordo delle artiglierie risuona ormai ininterrotto. Si respira un’aria tesa, un’aria di risoluzione. I polacchi non lavorano più, i francesi camminano di nuovo a testa alta. Gli inglesi ci strizzano l’occhio, e ci salutano di nascosto con la “V” dell’indice e del medio; e non sempre di nascosto.

Ma i tedeschi sono sordi e ciechi, chiusi in una corazza di ostinazione e di deliberata sconoscenza. Ancora una volta hanno fissato la data dell’inizio dell’inizio della produzione di gomma sintetica: sarà per il 1° febbraio 1945. Fabbricano rifugi e trincee, riparano i danni, costruiscono, combattono, comandano, organizzano e uccidono. Che altro potrebbero fare? Sono tedeschi: questo loro agire non è meditato e deliberato, ma segue dalla loro natura e dal destino che si sono scelti. Non potrebbero fare altrimenti: se si ferisce il corpo di un agonizzante, la ferita incomincia tuttavia a cicatrizzare, anche se l’intero corpo morrà fra un giorno.  […]

Primo Levi

Una storia inedita di Dylan Dog: Tiziano Sclavi sta per tornare.

Una notizia importante per gli appassionati del fumetto cult, che quest’anno festeggia il trentennale.

Una storia inedita di Dylan Dog scritta da Tiziano Sclavi, creatore dell’Indagatore dell’Incubo, che torna come sceneggiatore dopo nove anni di assenza. L’annuncio è della Sergio Bonelli Editore, e ha fatto subito il giro del web tra gli appassionati del fumetto cult. La storia, “che sarà disegnata da Giampiero Casertano e apparirà nel n. 362 di Dylan Dog (in edicola a fine ottobre 2016), sarà solo una delle molte sorprese che la casa editrice riserverà ai lettori per festeggiare il trentesimo anniversario della nascita di Dylan Dog”. Il ritorno di Sclavi è stato annunciato da Roberto Recchioni, curatore editoriale della testata, ieri, durante il programma I sociopatici di Radio 2: “Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato tanto per mettere Sclavi nella condizione di poter tornare a scrivere Dylan Dog, poi, una mattina, abbiamo aperto la casella di posta e trovato una sua sceneggiatura di 94 pagine, inedita e completa”, ha dichiarato Recchioni. I festeggiamenti del trentennale inizieranno con il n.361, Mater Addolorata, nelle edicole dal 29 settembre. Storia di Roberto Recchioni e Gigi Cavenago, che vedrà il ritorno di Xabaras, Morgana, Mater Morbi e John Ghost e sarà interamente dipinta. Sclavi, classe ’53, fumettista ideatore di una delle serie italiane di maggior successo,nella sua carriera si è dedicato anche alla narrativa e alla scrittura di libri per bambini e di testi per  canzoni… (da Redazione “Il Libraio”).

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