Tratto da: “LA GANG DEI SOGNI”

<<“sei sola” si disse ascoltando la gente intorno a lei correre, camminare, chiamarsi, ridere, insultarsi. Comunicare.

Si era cibata di fantasmi. Il fantasma del nonno. Il fantasma di Christmas. Uno era morto. L’altro era come se lo fosse, perché lei non aveva il coraggio di trovarlo, di andare a vedere se era vivo. Vivo per lei.

“sei sola” si ripetè. E provò una grande pena. allora si alzò ed estrasse la sua Leica dalla sacca. Cominciò a camminare per quelle strade sconosciute, senza fretta, senza meta. Senza un desiderio se non quello di uscire dalla propria prigione. Quella prigione della quale lei stessa aveva costruito le mura e le sbarre e i lucchetti. Quella prigione della quale aveva smarrito la chiave. Camminò guardandosi intorno, come non aveva più fatto. Da tanto tempo. Guardava e cercava di vedere. Ascoltava e cercava di sentire.

In un vicolo buio e sporco vide un barbone buttato in terra, addormentato. Scattò una foto. Scattò di nuovo. Infine abbassò la Leica e lo guardò. Con i suoi occhi. E annusò l’odore sgradevole che emanava.

Poi riprese a camminare, infilandosi nelle vie di quella città che non conosceva, come se stesse addentrandosi in una giungla misteriosa.>>

Da: “La Gang dei Sogni” di Luca Di Fulvio – pag. 450.

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LA GANG DEI SOGNI

Ellis Island, 1909: da uno dei tanti transatlantici in arrivo sbarcano una giovane donna e il suo bambino. Provengono dall’Italia, dall’Aspromonte più arcaico e violento. I loro nomi sono Cetta e Natale: ma il bimbo viene subito chiamato, dagli addetti dell’Immigrazione americana, “Christmas”. Natale-Christmas: nella trasformazione di questo nome è racchiuso tutto il sogno della giovane, indomita Cetta, che affronta con coraggio le difficoltà della vita nel ghetto italiano del Lower East Side di New York con un solo desiderio: che il suo bambino diventi un vero americano, libero di essere felice ma ancor prima libero di essere se stesso. Essere “americani” nei sobborghi di New York ai primi del Novecento, però, significa anche confrontarsi con una società di immigrati provenienti da ogni dove, nella quale a dettare legge sono i gangster. Per Christmas, diventare uomo significa affrontare una realtà in cui non conta tanto la rettitudine quanto la spregiudicatezza e la forza. Una realtà nella quale, se si vuole sopravvivere, le regole non possono essere cambiate. A meno che… non si abbia un dono speciale. E Christmas può contare sulla sua fantasia vivissima, e sulla capacità di renderla concreta attraverso storie che fanno sognare chiunque lo ascolti. È così che nasce la gang immaginaria dei Diamond Dogs, composta solo da due ragazzini ma capace di diventare padrona di New York, addirittura di arrivare in tutte le case attraverso la prima radio indipendente.

9788804642312

NAPOLI SCOMPARSA

Questo volume offre un’ampia selezione di dipinti napoletani realizzati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, che documentano molti aspetti della situazione ambientale anteriore all’attuazione del piano di risanamento. Le opere, in gran parte presenti in collezioni private e ritrovate grazie ad una lunga indagine condotta dall’autore offrono una spaccato vivo e realistico delle consuetudini del popolo napoletano, colto nei suoi momenti e aspetti più diversi: artigiani nei vicoli, venditori al mercato, pescatori sulla riva del mare, ma anche la frequentazione delle taverne o la tumultuosa partecipazione alle feste cittadine. Di ognuno dei numerosi dipinti riprodotti il libro propone le varianti di maggiore interesse, come pure i bozzetti e i disegni preparatori. Ciò consentirà al lettore non solo di approfondire la conoscenza dei singoli pittori, ma anche di definire con maggior precisione aspetti e luoghi d’una Napoli ormai scomparsa, noti anche attraverso la documentazione fotografica del tempo, rispetto alla quale il dipinto rivela tuttavia una particolare carica espressiva, lontana dagli schematismi stereotipi della messa in posa.

napoli